Se c'è una cosa che amo di Venezia è...

Se c'è una cosa che amo di Venezia è
Il Silenzio.

Quel silenzio che arriva quando la sera diventa notte, quando tutto è pronto per spegnere la luce del comodino.
Quel silenzio rotto solo dalle ruote del trolley del turista di turno, cellulare impazzito in mano, che vaga cercando il suo letto.
Quel silenzio che ti avvolge tra un lampione e l'altro, mentre torni a casa dopo una serata tra amici o dopo aver fatto tardi al lavoro.

Quel silenzio lo puoi leggere nelle recensioni stupite  del turista di Roma o di NewYork.
Scrivono della tua Città quando tornano nella loro, quando il contrasto si amplifica, quando il loro rumore di fondo aumenta e gli strappa di dosso quella coperta che li avvolgeva morbida, quello spazio dimenticato, quella dimensione ritrovata.

Ed ora, in mezzo a tanto Silenzio, con il vostro caffè caldo in mano mentre leggete comodi queste quattro righe, provateci voi.

Provateci voi ad immaginare il rumore del vento che fa sbattere le imposte, che fa ingrossare quel che tutti in TV chiamano Mare ma che i Veneziani chiamano Bacino.
Badate bene, non un piccolo recipiente, bensì un piccolo bacio dato al mattino alla cosa più cara che avete... e quella cosa adesso ti prende a sberle.
Provateci voi ad immaginare un' edicola che se ne và mentre il suo titolare vi si aggrappa disperato per tenerla li, a sentire il frastuono di decine di gondole strappate dagli ormeggi ed accatastate addosso ad un muro dopo aver sfondato un colonnato che resisteva da 300 anni.
Provateci voi a contare i toni della sirena sperando di non sentire mai il quarto,
a vedere i numeri sulla solita app dell'acqua alta impazzire come fosse un' asta su EBay, mentre puntate un massimo di 140 euro dicendovi che "è già troppo, va bene basta così" e vedete che qualcuno punta 160, qualcuno rilancia a 170, un altro ancora a 180 ... A 190 ??!!
"Ma ti xe fora,190 ??!!"

C'è un' altra cosa che amo di Venezia : i Veneziani.

Gente ospitale, schietta, diretta, che non si limita a scendere in strada inseguendo il loro viver quotidiano tra le solite vie.
Loro Venezia la indossano come si fa con un vestito di alta sartoria, con piglio fiero e quella a volte sciolta a volte spaccona eleganza di chi si sente il vestito cucito addosso.

Uomini e Donne come legni pregiati a far da "sankoni e trasti", spina dorsale di questa Gondola strappata dal vento e sbattuta al muro dagli Eventi.
Uomini e Donne che quella Gondola, una volta "passata la buriana", la riaccompagnano  con cura ma con forza al suo posto, in acqua.
Uomini Donne e Ragazzi da ogni dove tra calli, Campi e Fondamenta , stivali alti, schiena e spalle che fanno male da quanto hai spazzato e asciugato, con il vestito della domenica, il miglior sorriso ed un buon bicchiere di vino in mano aspettando che l'acqua scenda per tornare al lavoro.

C'è una cosa che impari ad amare a Venezia : il Tempo.

Qui il tuo deve adattarsi al suo, dilatandosi sospeso tra quello segnato dal "Paron de Casa" ed il pelo d'acqua.
Ed è proprio lì , tra Tempo e  pelo di quell'acqua che "sie ore ea caea e sie ore ea cresse", che entra ed esce dalla bocche di Porto e dall'uscio di casa tua ... è li che a Venezia tutto ritrova senso.

E quindi? E adesso ?

Provateci voi a stare lì dietro, in piedi a poppa, in quella costante ricerca di equilibrio senza finire a mollo.
Provateci voi a Governare una Gondola lunga 11 metri, sguardo fisso in avanti, mani ben salde sul remo, "premando" o "stagando", a "seconda o a contraria" ma mai "a torzio".
Sarà dura, ci vorrà un sacco di Amore e di Pazienza, sbattendo qua e là, ricominciando da capo ogni volta.

In piedi, in silenzio, tra ponti che pian piano lasciano spazio e canali che tornano al loro posto.

In piedi. Sempre.

Un Veneziano in ginocchio ?

Non ne troverete uno.
Quel vestito elegante cucito addosso non lo sporchera'.

Mai.

Commenti